SEMINARE OGGI PER RACCOGLIERE DOMANI Valle Cavallina: la natura, l’ambiente.

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Da dove iniziare a muoversi?

Preme qui solo ricordare la necessità culturale prima, tecnica e scientifica poi, di riprendere a pensare all’ambiente e al paesaggio come valori in sé, un capitale che si pone come diaframma in continuo divenire tra l’opera dell’uomo e l’opera della natura, un contenitore dentro il quale prendono corpo tutte le forme di cultura, storia, identità, qualità di vita che possono e devono costituire la ricchezza del nostro futuro.  È doveroso distribuire nuovi semi di riflessione negli studenti,  nei lavoratori, nei rappresentanti degli Enti Locali e sovraccomunali, negli operatori più attivi e presenti nelle molteplici Associazioni che caratterizzano il territorio, affinché tutti  possano divenire attori di un’epoca di svolta nell’attuale drammatica situazione e realizzare quel cambiamento che può produrre un nuovo umanesimo.

Per dare continuità alla vita è necessario ridare spazio all’amore per la natura e per l’ambiente (dalla terra all’acqua, dall’agricoltura al cibo); ciò significa anche avere consapevolezza e farsi carico delle trasformazioni globali in atto, quali la crescita della popolazione umana e lo spostamento di popolazioni per variazioni climatiche. Modelli previsionali sulla popolazione ipotizzano il passaggio da circa 7 a 9 miliardi la consistenza umana nei prossimi 20 anni, mentre nel solo 2014 in 19,3 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa per i cambiamenti climatici. È convinzione sempre più diffusa che il controllo dell’economia e della finanza sia sfuggito di mano alla politica; pertanto è necessario rimettersi in viaggio per superare logiche di consumo insostenibili che determinano una distanza siderale fra le élites economiche e le fasce sociali sfruttate; pure la classe media sottoposta all’ingranaggio dell’accumulazione liberistica viene progressivamente spinta verso la soglia inferiore della scala sociale; per porre mano alle iniquità di questo modello di sviluppo e ai preannunciati effetti ambientali è necessario ritornare sul cammino della politica orientando diversamente le risorse a disposizione della specie umana nella direzione di un maggiore equità.  La Comunità, tornando ad essere tale nel senso pieno del termine,deve affrontare la situazione senza debolezze e/o cedimenti, per porre fine ai ricorrenti episodi critici di inquinamento, agli allagamenti e franamenti, allo sfruttamento sconsiderato dell’ambiente, garantendo una prospettiva ragionevole a Piani di Governo del Territorio che debbano risultare non aleatori, ma piuttosto attenti a ricreare spazi di naturalità e di buona gestione delle risorse idriche.

Il luogo nel quale dimoriamo può dirsi uno dei posti più adatti della biosfera ad accogliere l’attività umana, ricco di acqua, caratterizzato da una molteplice varietà e variabilità ecologica, ma anche segnato da molteplici fragilità,quale effetto di un  intenso sfruttamento praticato ad opera dell’uomo nel corso di una millenaria presenza.

Lo studio sull’andamento degli eventi atmosferici globali evidenzia le “mutate avverse condizioni climatiche” che generano diversità climatologiche delle stagioni e di regime nelle precipitazioni; vale la pena considerare la ricaduta sul territorio delle scelte legate all’urbanizzazione e ai trasporti, con perdita di suolo agrario e occupazione ….

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