La Valle Cavallina al bivio tra immobilismo e sviluppo

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La Val Cavallina è finita sotto la lente di ingrandimento in un convegno dal titolo «Ierioggidomani», organizzato dal circolo culturale della Valle Cavallina e svoltosi ieri nella sala consiliare del Comune di Casazza, coordinato da Dario Furlanetto direttore del Parco dell’Adamello.

Erano presenti, in qualità di relatori, personaggi di spicco del mondo politico e sociale, dell’economia, del lavoro, del sindacato, della cultura storica e museale oltre ad amministratori locali (fra cui il vicesindaco Carmen Zambetti, che ha fatto gli onori di casa) e al pubblico. Numerosi i temi proposti alla riflessione e volti «a disegnare scenari per dare un futuro alla Valle, a coniugare le risorse tradizionali con le nuove emergenze, a ripensare l’esperienza storica del passato e riprogrammare gli obiettivi riannodando i fili di un tessuto lacerato».

Ha aperto i lavori Aldo Bellini del Circolo culturale della Valle Cavallina, nato circa un anno fa e al suo primo convegno di carattere socio-culturale cui hanno fatto seguito gli interventi programmati: Alessandro Bigoni, presidente della Comunità Montana Laghi Bergamaschi, che ha citato il ridimensionamento dei fondi regionali (10 milioni per il 2017, 15 per i prossimi anni) destinati alle vallate alpine di cui fa parte. Sulla legge sui piccoli Cornimi è intervenuto il consigliere regionale Mario Barboni che, in una prospettiva decennale, vede scenari positivi in termini di evoluzione delle aziende e della manodopera qualificata, di crescita delle potenzialità turistiche (+16%, grazie anche al volano costituito dall’aeroporto di Orio e da eventi di grande richiamo quali l’Expo e la passerella di Christo), malgrado i segnali negativi dovuti allo spopolamento di alcune aree vali ari e sostenendola necessità che le forze politiche si i mpegnino, con strategie comuni e proposte condivise, a sostegno dello sviluppo economico e turistico per mantenere le popolazioni sul territorio.

Aldo Bellini, presidente del Circolo, ha ripercorso la genesi del sodalizio costituito da un «poliedrico gruppo di persone di diverse e articolate professioni, provenienze culturali e politiche che, superando le diversità, si propongono alla comunità di valle quali portatori di idee e di partecipazione, nonché di precise prese di posizione di denuncia dell’infestante deturpazione deiluoghi, in particolare del lago d’Endi- ne, affidandole ai documenti prodotti e portati a conoscenza momento di riflessione riguardante l’approccio all’oggi e al domani della comunità di valle, ponendo all’attenzione tre temi: economico ed occupazionale, scuola e lavoro, ambiente e biodiversità.

Antonello Pezzini, consigliere e questore del Comitato economico e sociale europeo, ha ripercorso le tappe delle varie rivoluzioni industriali fino alla più recente, quella di Internet, che permette di risolvere ogni problema ricorrendo agli strumenti informatici e mettendo a fuoco alcuni problemi di attualità quali l’ambiente, le energie, i bioprodotti, le energie rinnovabili, l’edilizia sostenibile.

sala consiliare casazza convegno
Ierioggidomani

Mario Suardi, storico della valle e direttore del Museo Cavellas, ha sottolineato come, di fronte al cambiamento, la Valle abbia posizioni di resistenza a difesa dell’identità locale (la ricerca delle radici) e che i tentativi di unire i Comuni siano spésso fallitipur se, a suo giudizio, il Comune come ente è superato.

Antonio Bertoni, ricercatore dell’associazione Federconsumatori, si è soffermato sulla «disoccupazione intellettuale» e sulla necessità di investire sull’intelligenza, risorsa fondamentale dello sviluppo.

Su sviluppo e occupazione in Val Cavallina è intervenuto Gigi Petteni, segretario confederale nazionale Cisl che ha insistito sul rapporto scuola-lavoro,binomio che deve procedere di conserva e sulla necessità di affrontare le criticità operando in sinergia e facendo squadra.

sala consiliare casazza convegno
Ierioggidomani

Infine l’onorevole Giovanni Sanga, a proposito del ruolo della politica nello sviluppo sociale, ha detto che ai nuovi am- ministratorimancaunaforma- zione «ad hoc», che vi è una certa ritrosia al cambiamento, mentre in politica si pone l’istanza di un cambio radicale in quanto la crisi globale ha sconvolto il mondo dell’economia e anche le politiche territoriali vanno ripensate.

CASAZZA | FRANCO IRRANCA | L’eco di Bergamo

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